18/11/2016 – E’ possibile non confermare a fine del periodo formativo (previsto per il 31/03/2017) un’apprendista che ci ha comunicato di essere incinta?

No la gravidanza lo impedisce: tutto slitta in caso di nascita del bambino al co

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18/11/2016 – Una Scarl di servizi infermieristici occupa n. 11 dipendenti (computabili 9,66 stante i part-time) e ha in corso n. 9 rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con soggetti “infermieri” iscritti all’Albo degli Infermieri (Ipasvi). Per la fine di una commessa la Scarl dovrà effettuare n. 4 licenziamenti individuali di dipendenti assunti ante “tutele crescenti”. Si chiede se è obbligatoria la procedura di cui all’lart. 7 L. n. 604/1966, come modificato dall’art. 1, comma 40, della L. n. 92/2012 avanti la DTL. Sommatoria dipendenti+collaboratori per cui oltre i 15 dipendenti?

Il computo va effettuato sui lavoratori dipendenti e non sui collaboratori: di c

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26/09/2016 – Azienda con più di 15 dipendenti intende  procedere ad un licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo di un lavoratore in forza al 07 marzo 2015. Si chiede se la mancata attivazione della procedura di conciliazione obbligatoria prevista all’art.1 c.40 L. 92/2012 possa essere sanata con un accordo sottoscritto in sede sindacale ai sensi degli art.410 2 411 del c.p.c.-.

No, si tratta di un vizio procedurale non sanabile.

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23/09/2016 – Dobbiamo chiudere un contratto a tempo determinato attraverso un licenziamento per giusta causa per prolungata assenza ingiustificata del lavoratore. Nel caso di interruzione del contratto a termine con licenziamento per giusta causa, prima della scadenza effettiva del contratto, è dovuto a carico del datore di lavoro il contributo per Naspi (Ticket licenziamento)?

Il ticket licenziamento è dovuto soltanto per i licenziamenti da rapporti a tem

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23/09/2016 – Il licenziamento per carcerazione del lavoratore è un licenziamento per GMO, che avviene ai sensi dell’art. 1464 del c.c. . Come tale, se il datore di lavoro supera i limiti dimensionali previsti dall’art. 18 L. 300, è soggetto al tentativo di conciliazione dinanzi alla Commissione. Provinciale di conciliazione, come previsto dall’art. 7 della legge 604 , in quanto non mi risulta che il Ministero abbia formulato per siffatta situazione una ipotesi di esclusione, come ad esempio per il licenziamento per superamento del periodo di comporto . Quale comportamento mi può consigliare nell’ipotesi del lavoratore che è stato carcerato per omicidio con aggravante di crudeltà e che, stando a quanto appreso dalla stampa, risulta reo confesso ? In alternativa alla procedura di cui all’art. 7, stavo ipotizzando di attrarre tale comportamento nel licenziamento per giusta causa ai sensi dell’art. 2119 del c.c. per la gravità della condotta e sull’incidenza della stessa sul rapporto con l’azienda. Infatti, il datore di lavoro, verificato il reato commesso dal proprio lavoratore, ritiene che sia stata lesa la fiducia che in lui aveva riposto e che incida sulla reputazione dell’azienda. Però, confesso che non mi sento tranquillo nell’intraprendere tale posizione, temendo una reintegra nel caso in cui anziché una condanna uscisse una pronuncia di assoluzione (caso teoricamente remoto, ma che tanto remoto forse non lo è …).

La Cassazione con sentenza n. 12721/2009 ha ritenuto illegittimo il licenziament

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