10/06/2026 – Buongiorno, una Fondazione che applica il CCNL del Terziario Confcommercio, ha concesso all’unica dipendente in forza, un’ aspettativa non retribuita per motivi personali/familiari che nel tempo si é estesa da 10/2019 ad oggi. L’intento nel tenere in piedi il rapporto di assunzione in questi anni, da parte della Fondazione, é stato quello di favorire un’eventuale reinserimento della dipendente all’interno dell’organizzazione aziendale, compatibilmente con l’evoluzione delle sue condizioni personali. Tramite vari cassetti bidirezionali, l’inps ci ha richiesto chiarimenti che abbiamo fornito e se il CCNL applicato é compatibile con la durata dell’aspettativa. Il CCNL Terziario definisce con l’art. 169 soltanto l’aspettativa per gravi motivi familiari e ai sensi dell’art.4, comma 2, della Legge 53/2000, fissa il massimo del congedo a 2 anni. Lei riscontra che ci possano essere problemi sul fatto che la Fondazione abbia concesso un’aspettativa così lunga o comunque trattandosi di una condizione di miglior favore é ammesso?

A mio avviso non dovrebbero esserci problemi atteso che essa è, sotto l’a

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09/06/2026 – Buongiorno Dott. Massi. Con la presente le chiedo conferma che anche per i lavoratori autonomi dello spettacolo (che versano contributi ENPALS) è possibile riconoscere indennità di trasferta esente da contribuzione e imposizione fiscale.

Ritengo di sì.

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08/06/2026 – Buongiorno Dott. Massi, in caso di più pignoramenti verso terzi, riguardanti la stessa natura (tributi fiscali), ove il netto del dipendente è inferiore a 2500 €, chiediamo se i pignoramenti successivi al primo vanno in coda e quindi se al massimo può essere fatta trattenuta al dipendente di 1/10 dello stipendio.

La materia dei pignoramenti non è propriamente la mia: comunque, se il reddito

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14/05/2026 – Buongiorno. ho un dubbio sull’applicazione della detassazione per due dipendenti. In entrambi i casi la tassazione ordinaria è uguale a zero. Sembrerebbe ovvia la convenienza nel non applicare la detassazione, ma non lo sarebbe in presenza di oneri deducibili o detraibili che rendano preferibile l’inclusione delle somme nel reddito complessivo. Tutto ciò posto che deve essere il dipendente a compiere l’eventuale rinuncia. Grazie mille

Sarebbe odi sentire i diretti interessati che potrebbero avere un vantaggio rinu

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04/04/2026 – Buongiorno, in caso di Regolamento aziendale unilaterale di welfare è prevista una ragionevole durata minima rapportata ad almeno 1 anno? A mio avviso, e ribadito poi anche in svariati Convegni dedicati alla materia, sembra che pur in assenza di previsioni normative su una durata minima sia necessario comunque garantire almeno la durata di 1 anno anche se sarebbe preferibile 2 anni. Mi è stato sottoposto un regolamento welfare unilaterale con durata dal 01/05/2026 al 31/12/2026 in cui addirittura viene imposto ai lavoratori di non poter fare alcuna scelta nel periodo di dicembre 2026 con conseguente ulteriore riduzione del periodo a disposizione. Secondo lei è fattibile un piano così riduttivo in termini di validità? La deducibilità per l’azienda sarebbe integrale o solo del cinque per mille?

A mio avviso, il Regolamento unilaterale, come l’accordo sindacale, debbono av

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