05/11/2024 – chiedo gentilmente ,” in merito all’ approfondimento sul tema della determinazione della base di computo ai fini della quota di riserva ex L. n. 68/1999 in caso di cambio o, ancora meglio, di conferma di appalto. L’Ispettorato del lavoro, con la nota n. 1046 del 26 novembre 2020, ha precisato che “in caso di “cambio appalto”, il personale assorbito in adempimento di obbligo di legge, contratto collettivo o clausola contenuta nel bando, è escluso dalla base di computo della quota di riserva ex lege n. 68/1999 ” ; ora , nel caso si verificasse il caso che l’appalto, di durata triennale, venga riconfermato per un secondo triennio, il personale assorbito nel precedente triennio, rimane escluso dalla base di computo della quota di riserva ex lege n. 68/1999?
Secondo l’interpretazione da lei richiamata, si (anche se a me appare una forz
Leggi l'articolo05/11/2024 – chiedo gentilmente,” in merito alla recente ordinanza resa dalla Sezione Lavoro della magistratura di legittimità (Cass. civ. Sez. Lav., Ordinanza, 27 settembre 2024, n. 25840), che – richiamando l’interpretazione offerta dalla Corte di giustizia europea del concetto normativo di “ferie annuali retribuite” – ha ritenuto che anche i buoni mensa debbano essere annoverati tra le voci economiche da assicurare ai lavoratori durante i periodi di riposo, andando di fatto contro alla vera natura (non retributiva) dei buoni pasto ed abbracciando un concetto di omnicomprensività di retribuzione da sempre negata nel nostro ordinamento ” , si potrebbero erogare buoni pasto anche nel caso di altri tipi di assenze ? ( malattia, maternità, infortunio, permessi legge 104 ecc.) ?
A mio avviso, con tutto il rispetto che si deve alle sentenze, la decisione dell
Leggi l'articolo04/11/2024 – Buongiorno, ditta che applica CCNL tessile artigianato, che all’art 69 lettera c) recita: C) Durata complessiva massima del rapporto Ai sensi dell’art. 19, comma 2, prima parte, del D.Lgs. n. 81/2015, il contratto a tempo determinato per lo svolgimento di mansioni equivalenti tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, non può superare i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l’altro. Ai sensi dell’art. 19, comma 2, seconda parte, del D.Lgs. n. 81/2015, qualora il limite dei trentasei mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento. le chiedo quindi posso procedere a prorogare, sempre entro le 4 proroghe e con causale, una dipendente per 36 mesi rispetto ai 24 definiti dalla legge?
La norma fa salve le determinazioni previste dalla contrattazione collettiva. Qu
Leggi l'articolo31/10/2024 – Buongiorno dott. Massi, in riferimento al precedente quesito: D: Buongiorno dott. Massi, un dipendente ha destinato il TFR al fondo di categoria (CCNL trasporti cooperative), successivamente si è dimesso e ha riscattato la sua posizione, ora è stato assunto in un’azienda che applica un CCNL diverso con un fondo di categoria diverso (CCNL traporto industria). Il lavoratore ora può decidere di lasciare il TFR in azienda? R: Se il datore ha più di 50 dipendenti esiste l’obbligo del versamento al Fondo. Si riferisce al Fondo Tesoreria? Preciso che il lavoratore ha riscattato la posizione per perdita dei requisiti.
Mi riferisco al fondo Inps a meno che il lavoratore, entro sei mesi, non chieda
Leggi l'articolo30/10/2024 – Chiedo gentilmente, una lavoratrice pensionata con quota 100 ha svolto a titolo gratuito nel settore spettacolo una prestazione di 6 giorni sulla quale sono stati pagati i contributi sul minimale previsto, senza percepire alcun compenso. Ora l’inps gli chiede la restituzione di circa 19000€ in quanto non doveva prestare attività lavorativa (non cumulabilità redditi (art.14 comma 13); ha ragione l’Inps o l’attività a titolo gratuito si puo’ prestare?
Se ha ragione lo deve chiedere al giudice e non a me. Io le posso dire che la no
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