09/07/2025 – Buongiorno, sono a richiedere un chiarimento in merito alla seguente casistica: dipendente che versa la quota di TFR al fondo di previdenza Solidarietà Veneto. Allo stesso dipendente è stato notificato un pignoramento del 1/5 con decorrenza 06/2025. Ai sensi di quanto previsto dal comma 10 dell’art. 11 del D.Lgs. 252/2005, con riferimento alla cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità delle posizioni individuali costituite presso i fondi pensione, il comma stabilisce testualmente che: “Ferma restando l’intangibilità delle posizioni individuali costituite presso le forme pensionistiche complementari nella fase di accumulo, le prestazioni pensionistiche in capitale e rendita, e le anticipazioni di cui al comma 7, lettera a), sono sottoposti agli stessi limiti di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità in vigore per le pensioni a carico degli istituti di previdenza obbligatoria previsti dall’articolo 128 del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1935, n. 1155, e dall’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, e successive modificazioni. I crediti relativi alle somme oggetto di riscatto totale e parziale e le somme oggetto di anticipazione di cui al comma 7, lettere b) e c), non sono assoggettate ad alcun vincolo di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità.” Quindi se non abbiamo inteso male il legislatore italiano ha previsto un divieto di pignorabilità esclusivamente nella fase di accumulo, cioè tra il tempo intercorrente tra l’apertura del fondo (e, quindi nella fase dei versamenti contributivi e investimento della posizione nei mercati finanziari) e il riscatto della posizione ancorché anticipato, di tutta o parte del capitale (o rendita). In sintesi è corretto non operare alcuna trattenuta sulla quota di TFR destinata al fondo di previdenza? Fondo avrebbe risposto all’azienda che deve versare i 4/5 e trattenere il 1/5.
Leggendo la disposizione normativa ritengo che sia corretto non operare alcuna t
Leggi l'articolo30/06/2025 – Buongiorno, vorremmo chiederle chiarimenti per la compilazione del campo SX49 del 770. Le istruzioni del 770 prevedono che nella colonna 6 del campo SX49 va indicato “l’ammontare del trattamento integrativo utilizzato nel modello f24 (cod. 1701) fino al 16/03/2025”. Il dubbio è se tale termine va considerato quale termine assoluto ossia a prescindere dai tributi/contributi presenti nel modello F24 nel quale il credito viene utilizzato; oppure va considerato come termine ultimo ma condizionato al suo effettivo utilizzo nel modello F24 con tributi/contributi relativi all’anno 2024. A nostro parere va indicato come utilizzato il Trattamento Integrativo utilizzato nei modelli F24 fino al 16/03/2025 intesi però come modelli F24 contenenti ritenute relative al 2024. Le addizionali regionali/comunali relative al 2024 trattenute a rate nel 2025 si devono considerare ritenute del 2024 o del 2025?
Mi dispiace, non è materia che conosco e non posso darle alcuna indicazione.
Leggi l'articolo25/06/2025 – Buongiorno, nel caso di lavoratore in NASPI che voglia contribuire occasionalmente all’agriturismo (settore terziario NON agricoltura) costituito sotto forma di impresa familiare, è corretto procedere con iscrizione all’INAIL (più di 10 giornate lavorative) ma senza iscrizione all’INPS (meno di 90 giornate l’anno)? Il lavoratore deve fornire comunicazione all’INPS?
È corretto. Non mi sembra che sussistano l’obbligo della comunicazione al
Leggi l'articolo25/06/2025 – Buongiorno, sono a richiedere un parere in merito alla presenza di welfare aziendale e pignoramento dello stipendio. Nello specifico nel caso di un’azienda che ha elaborato un piano welfare gestito tramite portale prevedendo nel paniere buoni spesa (per vari tipi di beni/servizi non solo supermercato) e rimborso bollette entro i limiti di esenzione previsti dalla normativa (€ 1950 lavoratori con figli ed € 950 per lavoratori senza figli) è corretto non includere i valori nella base di calcolo per la trattenuta del quinto? Dal nostro punto di vista è corretto non trattandosi di somme di denaro e facendo riferimento: – al principio che ciò non è possibile per la natura particolare welfare in quanto tale somma non deriva da alcun elemento retributivo ed è già in origine soltanto welfare e quindi non è mai convertibile in denaro – al principio di infungibilità tra prestazioni di welfare e moneta più volte richiamato dall’Agenzia delle Entrate.
Sono pienamente d’accordo.
Leggi l'articolo16/06/2025 – UNA COOPERATIVA SOCIALE HA RICEVUTO UN CERTIFICATO EMESSO DA UNA IPAB CHE CERTIFICA CHE UN DIPENDENTE DI TALE COOPERATIVA è OSPITE IN VIA PERMANENTE PRESSO QUESTO CENTRO DI SERVIZI PER LA NON AUTOSUFFICIENZA. L’AZIENDA LO PUò CONSIDERARE COME CERTIFICATO DI MALATTIA DI RICOVERO CON CONSEGUENTE PAGAMENTO C/ INPS E INTEGRAZIONE CARICO DITTA?
A mio avviso non mi sembra che tale dichiarazione sia equiparabile a certificato
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